In partenza da casa per le – da poco trascorse – vacanze pasquali mi son detto: non voglio leggere niente. Riposo assoluto.
Ma già a Malpensa, al check in, ero subito pentito.
Avevo bisogno di un libro da portare con me.
Di un bel giallo, mi dico: rilassiamoci e godiamocela, in questa vacanza. Senza pretese.
Nesbo dovrebbe essere una garanzia: i suoi primi romanzi sono stati un successone e me li ero bevuti quasi tutti.
Era lì, ben posizionato, nella tabacco-libreria prima degli imbarchi: Sete di J. Nesbo. L’ho comprato e l’ho letto.
Ma sono rimasto insoddisfatto.
Troppo lungo, per nulla cattivante, prevedibile (niente di peggio per un giallo), persino irritante nello sviluppo di certi personaggi e di alcuni passaggi (il finale poi non sta in piedi e delude).
Insomma: un disastro.
Arrivati nel luogo ameno della breve vacanza ero inquieto: non avevo altri rifornimenti di libri. Nell’albergo soccorre inaspettata una simpatica libreria con scritto sui ripiani a bella vista “take a book – leave a book“.
Mi è sembrata una cosa civile. Ho abbandonato Nesbo al suo destino e ho preso….
Ma cosa ho preso ve lo dirò al prossimo post.
Intanto: non toglietevi la sete con Nesbo.

